Giove Best 2

Giove (dal latino Iovemaccusativo di Iuppiter) è il quinto pianeta del sistema solare in ordine di distanza dal Sole e il più grande di tutto il sistema planetario: la sua massa corrisponde a 2 volte e mezzo la somma di quelle di tutti gli altri pianeti messi insieme. È classificato, al pari di Saturno, Urano e Nettuno, come gigante gassoso.

Giove ha una composizione simile a quella del Sole: infatti è costituito principalmente da idrogeno ed elio con piccole quantità di altri composti, quali ammoniaca, metano ed acqua. Si ritiene che il pianeta possegga una struttura pluristratificata, con un nucleo solido, presumibilmente di natura rocciosa e costituito da carbonio e silicati di ferro, sopra il quale gravano un mantello di idrogeno metallico ed una vasta copertura atmosferica che esercitano su di esso altissime pressioni.[10]

L’atmosfera esterna è caratterizzata da numerose bande e zone di tonalità variabili dal color crema al marrone, costellate da formazioni cicloniche ed anticicloniche, tra le quali spicca la Grande Macchia RossaLa rapida rotazione del pianeta gli conferisce l’aspetto di uno sferoide schiacciato ai poli e genera un intenso campo magnetico che dà origine ad un’estesa magnetosferainoltre, a causa del meccanismo di Kelvin-Helmholtz, Giove (come tutti gli altri giganti gassosi) emette una quantità di energia superiore a quella che riceve dal Sole.

A causa delle sue dimensioni e della composizione simile a quella solare, Giove è stato considerato per lungo tempo una “stella fallita”: in realtà solamente se avesse avuto l’opportunità di accrescere la propria massa sino a 75-80 volte quella attuale il suo nucleo avrebbe ospitato le condizioni di temperatura e pressione favorevoli all’innesco delle reazioni di fusione dell’idrogeno in elio, il che avrebbe reso il sistema solare un sistema stellare binario.

L’intenso campo gravitazionale di Giove influenza il sistema solare nella sua struttura perturbando le orbite degli altri pianeti e lo “ripulisce” da detriti che altrimenti rischierebbero di colpire i pianeti più interniIntorno a Giove orbitano numerosi satelliti e un sistema di anelli scarsamente visibili; l’azione combinata dei campi gravitazionali di Giove e del Sole, inoltre, stabilizza le orbite di due gruppi di asteroidi troiani.

Il pianeta, conosciuto sin dall’antichità, ha rivestito un ruolo preponderante nel credo religioso di numerose culture, tra cui i Babilonesi, i Greci e i Romani, che lo hanno identificato con il sovrano degli dei.Il simbolo astronomico del pianeta (♃) è una rappresentazione stilizzata del fulmine, principale attributo di quella divinità.

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Saturno è il sesto pianeta del sistema solare in ordine di distanza dal Sole e il secondo pianeta più massiccio dopo Giove. Con un raggio medio 9,5 volte quello della Terra e una massa 95 volte superiore a quella terrestre. Il nome deriva dall’omonimo dio della mitologia romana, omologo del titano greco Crono. Il suo simbolo astronomico (♄Saturn symbol.svg) è una rappresentazione stilizzata della falce del dio dell’agricoltura e dello scorrere del tempo (in greco, Κρόνος).

Saturno è composto per il 95% da idrogeno e per il 3% da elio a cui seguono gli altri elementi. Il nucleo, consistente in silicati e ghiacci, è circondato da uno spesso strato di idrogeno metallico e quindi di uno strato esterno gassoso.

I venti nell’atmosfera di Saturno possono raggiungere i 1 800 km/h, risultando significativamente più veloci di quelli su Giove e leggermente meno veloci di quelli che spirano nell’atmosfera di Nettuno.

Saturno ha un esteso e vistoso sistema di anelli che consiste principalmente in particelle di ghiaccio e polveri di silicati. Della sessantina di lune conosciute che orbitano intorno al pianeta, Titano è la maggiore ed anche l’unica luna del sistema solare ad avere un’atmosfera significativa. Questo è l’ultimo dei pianeti visibili a occhio nudo ed era conosciuto sin dall’antichità. Gli astronomi babilonesi osservavano e registravano regolarmente i movimenti del pianeta. Nell’antica mitologia romana il dio Saturno, da cui il pianeta prende il nome, era il dio dell’agricoltura ed era considerato l’equivalente del titano greco Crono. Lo scienziato greco Tolomeo basò i suoi calcoli dell’orbita di Saturno su osservazioni fatte mentre il pianeta era all’opposizione.

Il primo astronomo a osservarne la forma peculiare fu Galileo, che nel 1610 non riuscì a risolvere completamente la figura del pianeta circondato dai suoi anelli. Inizialmente il pianeta gli apparve accompagnato da altri due corpi sui lati, e pertanto lo definì “tricorporeo”. Con le osservazioni successive e l’uso di strumenti più evoluti la variazione dell’angolo visuale degli anelli gli mostrò via via aspetti diversi, che lo spinsero a definire bizzarro il pianeta. Galileo nei suoi schizzi ipotizzò varie soluzioni per la forma di Saturno, fra cui anche possibili anelli che tuttavia erano tangenti la superficie del corpo celeste.

Nei secoli successivi Saturno fu oggetto di studi approfonditi. Nel 1649 un costruttore di telescopi marchigianoEustachio Divini, pubblicò per la prima volta un’illustrazione dettagliata degli anelli di Saturno; il teologo cattolico Leone Allacci verso la metà del XVII secolo teorizzò fantasiosamente che gli anelli fossero stati originati dal Santo prepuzio,[22] ma successivamente nel 1655 l’astronomo olandese Christiaan Huygens fu il primo a intuire la natura anulare dei corpi visti da Galileo attorno al pianeta e scoprì anche il satellite Titano. Giovanni Cassini nel 1675 fu il primo a ipotizzare la natura degli anelli e vi individuò la prima suddivisione o lacuna che ancora oggi porta il suo nome. Inoltre scoprì altre quattro lune saturniane: nel 1671 ReaGiapeto nel 1672 e Dione e Teti nel 1684. La natura “granulare” degli anelli fu dimostrata per via teorica nel 1859 dal fisico scozzese James Clerk Maxwell.

Nel 1899 William Henry Pickering scoprì Febe, un satellite irregolare che non ruota in sincronia con Saturno come le altre lune maggiori. Febe è stato il primo satellite scoperto in un’orbita retrograda. Nel corso del XX secolo studi su Titano portarono alla conferma che esso era circondato da una spessa atmosfera, caratteristica unica tra i satelliti naturali del sistema solare. (Fonte Wikipedia)

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Dati Tecnici di Ripresa: Celestron C8HD, Camera di ripresa Zwo Asi 224C, Correttore ADC ZWO, Barlow TS 2.5X. Luogo MArola (RE)