Qui, in riva al mare senza far nulla, non posso che ammirare, ancora una volta, ciò che è madre natura ci ha donato.
Non ci si pensa spesso, poiché siamo nati su questo pianeta, ma la Terra è davvero un posto speciale; un pianeta in cui i tre stati dell’acqua sono a contatto sulla sua superficie.
La cosa che fa rabbia è riflettere su come ne abusiamo, di come stiamo sempre più rapidamente divorando ciò che ci pare grandissimo e infinito, ma che a ben guardare è davvero piccolo e dalle risorse più che finite.
Pensiamoci bene, la quasi totalità della varietà della nostra biosfera si racchiude, volendo essere di manica larga, tra i primi 10 km d’atmosfera e i 500 metri di profondità dei mari e degli oceani.
Nello spazio di circa 11 km di spessore abbiamo il giardino delle meraviglie.
La Terra ha un raggio di circa 6400 km, quindi il nostro giardino delle meraviglie è un foglio sottile che la avvolge.
Facendo un esempio più intuitivo, potremmo paragonare la Terra ad una mela, nella cui buccia è racchiuso il tutto.
Non solo si tratta di una lamina sottile, ma, proprio alla luce delle recenti scoperte, anche di esopianeti, sempre più ci si rende conto della rarità nel riscontrare una situazione simile alla nostra.
A partire dagli anni ’90, con la scoperta dei batteri estremofili, si è rivisto il concetto di abitabilità per la vita. La recente missione Cassini ha poi dato conferme indirette sulla possibile esistenza della vita nel mare sottostante la crosta di ghiaccio di Encelado (una luna ghiacciata di Saturno).
Una vita che potrebbe essere simile a quella riscontrata nelle sorgenti idrotermali delle profondità dei nostri oceani.
Tra due anni partirà la missione JUICE, che tra il 2032 e il 2033 esplorera’le lune ghiacciate di Giove e cercherà gli elementi precursori della vita.
Ma siamo infinitamente lontani dalla biodiversità e dalla complessità della vita sul nostro pianeta.
Se consideriamo poi gli esopianeti, ossia i pianeti scoperti attorno ad altre stelle, pur avendo raggiunto una buona numerosità al momento non emerge granché sulla possibile esistenza di qualcosa di simile alla Terra.
È importante sottolineare come ad oggi non esista uno spettro della luce proveniente da questi pianeti e che, al momento, una caratteristica costante è la loro vicinanza a stelle nane, nonché la risonanza delle orbite.
Le stelle nane sono un po’ irrequiete e l’orbita risonante, in soldoni, porta ad una rotazione lenta del pianeta sul proprio asse.
Il che, a sua volta, non depone a favore di un robusto campo magnetico.
Il campo magnetico è un elemento importantissimo nella costruzione dell’atmosfera, poiché interagisce col vento stellare.
Per meglio comprendere quanto ora scritto, consideriamo il caso dei pianeti Venere, della nostra Terra e di Marte. Tre pianeti tutto sommato vicini ma con atmosfere molto differenti.
Marte è un pianeta molto più piccolo della Terra, tuttavia, nella sua fase in cui era presente attività geologica, ad oggi è chiaro che sulla sua superficie vi fu acqua liquida e probabilmente anche la vita.
Poi però, ricordiamo che è piccolo, quell’attivita’ cessò a causa del raffreddamento del nucleo del pianeta.
Così si indeboli’ il suo campo magnetico e il non rigenerarsi dell’atmosfera tramite l’attività geologica lasciò campo libero all’azione erosiva del vento solare sull’atmosfera.
Il Marte odierno è figlio di quel meccanismo (è comunque stato individuato il metano, gas probabilmente generato da fonti biologiche data l’assenza di attività geologica).
Passiamo a Venere.
Si tratta di un pianeta gemello della Terra per dimensioni, con attività geologica e possiede un’atmosfera.
Tuttavia questa atmosfera è un mantello pesante di anidride carbonica che produce un formidabile effetto serra, il quale forza la temperatura in superficie ad oltre 400 gradi costanti e ad una pressione di 90 atmosfere. Un vero inferno.
Venere è un pianeta con rotazione lenta sul proprio asse e ciò non favorisce lo sviluppo di un campo magnetico (ma non è l’unico motivo).
Anche qui il vento solare ha agito, ma Venere è un pianeta molto più grosso di Marte e dunque il Sole non è riuscito a strappargli l’atmosfera, ma solo a selezionarla. Ovvero ha strappato gli elementi più leggeri e lasciato i più pesanti.
Ed eccoci alla Terra.
Beh abbiamo già detto alcune cose al riguardo ed ora possiamo meglio comprendere quanto sia prezioso il campo magnetico nel preservare la nostra atmosfera e quindi l’acqua nei suoi tre stati in superficie.
Dunque una navetta spaziale di preziosissimo valore, una fortuna di cui troppo frequentemente non ci rendiamo conto.
Se fosse il contrario, credo che non vi sarebbe nessuna difficoltà a mettere in campo azioni tese a preservare con ogni mezzo questa nostra straordinaria “perla di Labuan”