L’irruzione artica che si prospetta per il prossimo fine settimana, si tradurrà in un evento meteo di cui probabilmente in futuro si conserverà memoria. Ciò che ci attende è un balzo all’indietro verso l’inverno, poiché l’inizio del mese Isideo potrebbe risultare tra i più freddi dal 1950 ad oggi.
L’irruzione fredda che abbiamo vissuto è stata l’apripista per una nuova avvezione ancor più cruda, pilotata dal blocco del flusso Atlantico operato da un robusto anticiclone disteso dalla Spagna sin sulla Groenlandia.
Le mappe emisferiche che seguono mettono in chiaro la situazione.

Geopotenziale a 500 hPa
Termiche a 850 hPa

Ponendo l’attenzione sull’Italia, si nota come il freddo si farà pungente, difatti sono attese termiche di tutto rispetto per il periodo, termiche dal sapore decisamente invernale.
Poiché sono attese anche precipitazioni ben distribuite, la neve scenderà a quote veramente inusuali per la fase stagionale in essere. Le mappe che seguono mostrano le termiche a 500 e 850 hPa, nonché le precipitazioni cumulate attese nelle 24 ore tra le 12 del 4 e le 12 del 5 Maggio.

Temperature a 500 hPa (media troposfera)
Temperatura ad 850 hPa
Precipitazione liquida cumulata tra le 12 del 4/5 e le 12 del 5/5

Proviamo ora a confrontare ciò che è atteso con ciò che, nel corso degli ultimi 60 anni, è stato misurato.
Per fare ciò, mi sono affidato all’archivio ERA Interim di ECMWF (passo 2.5×2.5 gradi) – run 12:00 e scelto un punto di griglia della Pianura Padana Centrale (molto prossimo alla città di Parma).
L’intervallo di tempo preso in esame è, per ogni anno, l’arco di giorni che parte dal primo di Maggio e finisce il 10 di Maggio. Di questo periodo ho evidenziato l’andamento del valori minimi, massimi e medi.
L’analisi è stata eseguita sui livelli isobarici dei 500, 850 e 1000 hPa (ossia media troposfera, bassa troposfera e in prossimità del suolo).
I grafici che seguono mostrano l’andamento del parametro della temperatura nel tempo.

Siccome l’archivio ECMWF si aggiorna con un ritardo trimestrale, la conclusione di questa piccola analisi la si potrà fare più avanti.
Tuttavia osservando le carte qui proposte, si evidenzia come lo scenario atteso risulti compatibile con gli eventi più freddi registrati dal 1950.
Dai grafici emerge, al di là del progressivo innalzamento di tutti i valori a partire dagli anni ’90, come gli anni mediamente più freddi nella parte basse della troposfera siano stati il 1991, 1970,1974 e come il 2003 (qui senza troppa sorpresa) sia il campione dei valori medi più elevati nella parte bassa della troposfera.

Dove si piazzerà questo inizio di Maggio 2019 ?

Come appena sopra evidenziato, per avere la risposta definitiva sarà necessario attendere qualche mese, ma è probabile che, complici anche le precipitazioni, si stia per vivere un episodio che lascerà una traccia nitida nella storia climatica del nostro paese.