Il mese corrente è stato discretamente attivo a livello fotosferico (la superficie visibile del Sole); non tanto per il numero di macchie solari, quanto per le singole dimensioni. Inoltre i giorni con numero di wolf superiore a 0 (zero), sono stati ben 15 consecutivi: dal 7 al 21 aprile compresi. Negli ultimi mesi, si sono avute infatti numerosissime giornate consecutive di ZERO macchie solari.

Il giorno 7 è infatti sorta dal bordo orientale della nostra stella una macchia solare di notevoli dimensioni, considerando il lungo digiuno di questo periodo di minimo d’attività del Sole, che dovrebbe culminare nel 2020 per poi riprendere la salita coincidente con un nuovo ciclo, il n°25. Questa nuova Regione Attiva, numerata con la sigla AR2738, in un qualche modo, ha fatto parlare di se. Le sue dimensioni lineari, corrispondono infatti a quasi 3 diametri terrestri, circa 50.000 Km, limite che rende visibili , questi oggetti, ad occhio nudo (ricordiamo : SEMPRE PROTETTO DA IDONEI FILTRI).
La localizzazione sull’emisfero solare, che ha attraversato completamente dal 7 al 19 aprile, nella zona equatoriale e la componente magnetica di campo della macchia stessa, hanno confermato l’appartenenza della stessa al vecchio ciclo solare 24, mostrando quindi la stessa polarità delle precedenti macchie solari. Nelle giornate poi del 13 / 15 aprile, quasi al centro della macchia principale, si è palesato il fenomeno detto “ponte di luce”, formazione luminosissima di plasma energizzato dalle linee del campo magnetico stesso della regione attiva che, come in casi simili, hanno determinato la divisione, in parti più o meno uguali, della macchia stessa, con la conseguenza di un più rapido assorbimento della depressione nella struttura fotosferica causato dall’inibizione della risalita del plasma dalla sottostante zona convettiva ad opera dell’attività delle linee di campo magnetico, mezzo conduttore del plasma stesso che causa la formazione della macchia solare come da foto allegate.

AR 2738 - DIDASEQUENZA AR2738

Il giorno 18 è addirittura comparso un gruppo bipolare di macchie solari, denominato AR2739, proprio vicino ad AR2738. La sua repentina comparsa, soprattutto come gruppo nato direttamente in configurazione bipolare e non, come di consuetudine, solitamente in forma di poro per poi evolvere in struttura complessa, ha fatto capire che fosse interessato da un’intensa area di linee di campo magnetico partite dalla sottostante Zona Convettiva per emergere infine a forma di cappio in struttura aperta in Fotosfera.

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L’immagine allegata della regione cromosferica ripresa il giorno 19 in luce Idrogeno Alfa, mostra infatti già un intenso flare (brillamento solare) del plasma trasportato dalle linee di campo magnetico, ancor più visibili nel video allegato ripreso dalla sonda SDO di Nasa nei giorni dal 18 al 20.

AR2739 DIDA copia

Il giorno 20 infine AR2738 è tramontata sul bordo occidentale del Sole e nel contempo, prima d’intraprendere il percorso di due settimane di transito sull’emisfero inivisibile del Sole per effetto di trascinamento con la fisiologica rotazione solare, ha emesso una discreta espulsione di plasma nella corona solare (CME – Espulsione di Massa Coronale) di classe B8, nell’immagine allegata, ripresa dalla sonda SOHO della Nasa.

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Le riprese delle immagini nelle varie giornate, sono state realizzate con :

– per la FOTOSFERA : rifrattore AstroPhysics EDFS diametro 130mm più Barlow da 2,5x e filtro Astrosolar/Bader Planetarium, mostrano un dettaglio non sempre performante, causa la fastidiosa turbolenza di quelle giornate della qualità dell’aria.

– per la CROMOSFERA : rifrattore solare LUNT LS60THaDS50 Double Stack

Alessandro Guatteri (A.R.A.)