Abbiamo già visto come quest’inverno sia stato caratterizzato da alcuni aspetti salienti inerenti il Vortice Polare. Vortice ancora ben strutturato, che ripropone costantemente la medesima configurazione.
Ossia un nucleo compatto messo sotto pressione dall’onda Aleutinica (prima onda), che stimola la seconda onda (Atlantica) ma non ne permette la stazionarietà e dunque la penetrazione di quest’ultima nel cuore del vortice stesso.
Ciò ha condannato e condanna le regioni settentrionali della nostra penisola (ma anche in parte in ottica europea) ad una prolungata fase siccitosa (con la complicità del baluardo alpino) .
Le tre mappe che seguono sintetizzano stupendamente la situazione e l’ultima, seppur a 384 ore (quindi davvero lontana), mette in luce perfettamente l’anomalia che stiamo vivendo.
Il problema per i nostri meridiani nasce da una sfavorevole pozione dell’azione dell’onda uno, ma bisogna anche tener presente che, con quest’assetto, l’inverno si è rivelato molto crudo su vaste regioni del nostro emisfero. In particolare la dove i lobi del vortice hanno sede più naturale ossia in Siberia e nel Nord America.
Quest’anno, cosa che pare strana ma tanto strana non è, la Siberia ha vissuto un inverno caratterizzato da violente tempeste di neve ed il Nord America (ma non solo) ha vissuto fasi di gelo con intensità straordinaria.
Quindi, come sempre, l’interpretazione dell’andamento stagionale, se non preso nel suo insieme emisferico, viene interpretato a seconda della zona in cui si vive.

Ora la domanda più interessante: Quando durerà questa situazione ?

Nessuno ha la sfera di cristallo, ma c’è un evento importante nel corso della primavera che potrebbe sparigliare le carte in tavola: il final warming.
Si tratta di una sorta di canto del cigno del Vortice Polare Stratosferico (VPS), poiché esso esiste solo nel semestre freddo.
Quest’evento si concretizza tra fine Marzo e Maggio (a seconda della precocità o tardività dell’evento), ma comunque Aprile è il mese in cui si ha la massima probabilità di realizzazione.
Quindi Aprile potrebbe introdurre la novità tanto agognata, ossia l’arrivo della pioggia.
Non ci resta pertanto che attendere e osservare ciò che madre natura ha in serbo per noi.

Immagine Meteosat odierna, in cui ben si evidenza l’effetto barriera dell’arco Alpino che tanto ci ha condizionato in termini di precipitazioni