Dopo un mese di sottovento per l’Italia settentrionale e parte di quella tirrenica, ecco irrompere sul Mediterraneo una marcata depressione, che porterà precipitazioni diffuse.
Nonostante il sensibile cambio di schema barico, ancora una volta le Alpi riceveranno poche precipitazioni. Questo a causa dell’annidarsi a latitudine piuttosto bassa del minimo pressorio e della sua rapida evoluzione verso Sud. Vediamo, nella mappa che segue, la posizione del minimo prevista a circa 90 ore.

La massa d’aria che innescherà la genesi della profonda depressione avrà estrazione artico-marittima, quindi si tratterà di aria fredda ma non gelida.
Le termiche attese sono difatti non particolarmente severe anzi, essendo la -5°C la termica che garantisce la neve al suolo in pianura, si può ben vedere dalla mappa che segue, come lo zero termico sarà sufficientemente basso di quota per portare la neve al suolo (considerate la -4 °C) su gran parte del Nord, ma probabilmente non ovunque.

Ma dove nevicherà sul Nord Italia ? Vediamo la mappa e di seguito un breve commento.

Quella mostrata è la precipitazione cumulata (precipitazione liquida, ossia l’insieme di acqua e neve) su 24 ore prevista tra il 23 e il 24, ossia nel momento focale d’azione della depressione (perlomeno per le regioni settentrionali). Si evidenzia ciò che si diceva prima, ossia le scarse precipitazioni sul settore alpino cento-orientale.
Sulle regioni centrali la neve si fermerà a quote collinari, al Nord cadrà, perlomeno dalle proiezioni, segnatamente sull’Emilia-Romagna.
E’ abbastanza chiaro il perché di ciò, ossia il rientro da Est/Nord-Est delle corrente e dunque la loro interazione con la catena appenninica.
A tal proposito, non mi stancherò mai di ripeterlo, questa è una condizione sensibile a marcate variazioni (spesso in negativo in termini precipitativi), poiché figlia di un’azione dinamica.
Anche un piccolo spostamento del minimo dalla posizione attesa, può davvero cambiare di parecchio le cose.
Ma non possiamo che attenerci ai modelli, che da giorni propongono questa soluzione. Nella pianura padana centrale ad oggi si attende una nevicata tra i 15 e i 20 Cm. Un buon manto seppur nulla di eccezionale.
In prospettiva, perlomeno da qui a 240 ore, non è attesa nessuna ondata di gelo, ma rimarrà attivo un contesto perturbato orientato a discese fredde dal Nord Atlantico. Il che significa la potenzialità di nuove precipitazioni anche nevose. Ma di ciò dovremo riparlare, poiché al momento persistono significativi margini d’incertezza. Chiudo, tanto per fare chiarezza in termini numerici, con la mappa emisferica a 240 ore, che ben mostra come il gelo, quello davvero crudo, sarà sino ad allora cosa d’altri.

Aggiornamento del 22/01/2019

Un rapido aggiornamento della situazione in divenire. Dal run di stamane di GFS viene confermato l’impianto barico atteso già qualche giorno fa.
Di seguito metto le mappe con focus Italia, per mostrare come la depressione che si andrà a formare sarà intensa. Tuttavia il minimo pressorio, centrato grossomodo sulla Sardegna, sarà un po’ basso per interessare in modo significativo il Nord, eccezzion fatta per l’Emilia Romagna e il cuneese poiché esposte all’effetto orografico indotto dall’appennino.
Il monte precipitativo in Emilia è stato rivisto un po’ in calo, ma sostanzialmente in linea con l’attesa precedente. Ora in Emilia (in Romagna dovrebbe perlopiù piovere) l’attesa è di un manto compreso tra i 10 e i 15 Cm.

Aggiornamento del 24/01/2019

Alla fine, ancora una volta, la difficoltà d’analisi riguardo alla Bora ha colpito. La neve in pianura si è ridotta al lumicino (1 Cm a Castelnovo e circa 3 Cm a Reggio Emilia), ma anche sui monti il manto non è stato consono alle attese.