“Tanto tuonò che,alla fine, splittò !”
Mi perdoni Socrate, ma proprio ci stava dopo tutte le vicende della nostra stratosfera boreale.

Ebbene si ! Il vortice polare in questi giorni si è definitivamente separato in due lobi. Lo stratwarming ha completato la sua azione, anche se, in concreto, al momento ancora nulla di che si è traferito in troposfera.
Le immagini che seguono non lasciano dubbi a tal riguardo e, come si può notare, l’antizonalità infine raggiungerà in modo franco la bassa troposfera in area sostanzialmente prossima alla regione polare.
Nel precedente articolo sul tema vi avevo fatto notare la nascita di un’anticiclone sul Polo (cosa che potrete notare anche nelle mappe emisferiche successive); si tratta del figlio della dinamica descritta.

L’attuale situazione a 10 hPa
Venti zonali tra 24 ore
venti zonali attesi a 240 ore

Nonostante tutto ciò, com’anzi detto, in troposfera il vortice polare rimane sostanzialmente abbastanza strutturato. Si, è debole e l’AO certifica questo fatto, ma ci si aspetterebbe valori di AO veramente più bassi di quelli sin qui registrati.
Forse bisogna attendere ancora, oppure si tratterà di un warming che lascerà l’eredità di un disaccoppiamento tra stratosfera e troposfera.
C’è poco da fare. Bisogna attendere gli eventi.
Nell’attesa rivivremo ciò che abbiamo appena vissuto, ossia una discesa di una nuova saccatura sul bordo orientale del roccioso anticiclone che sin qui ha condizionato le sorti del clima Europeo.

Situazione del 9/1/2019
Situazione del 9/1/2019

Ancora una volta il bersaglio principale saranno le regioni adriatiche e meridionali. Ancora una volta la neve arriverà sul settore adriatico (anche sino al mare), ma l’ingresso del freddo sarà meno franco dell’episodio appena trascorso e quindi sulle regioni meridionali, al piano, la pioggia sarà più protagonista della neve. La mappa termiche e delle precipitazioni cumulate chiariscono il quadro in divenire.

Precipitazioni cumulate tra la mezzanotte del 9 e quella del 10 Gennaio 2019

Dalla mappa delle precipitazioni cumulate attese, immediatamente si evince come anche in questa occasione il Nord rimarrà sostanzialmente a secco. La domanda ricorrente è quando finirà la siccità.
Al momento non c’è risposta.

A tal proposito è interessante osservare come diversi siti meteo di natura commerciale, suggeriscano che ciò dovrebbe avvenire verso la metà di Gennaio.

Quest’ ipotesi, come ora vi mostrerò, è al momento supportata solo da ECMWF. Il modello europeo (ECMWF è l’acronimo di European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) è considerato, per l’area di nostro interesse, il migliore, ma non abbastanza da surclassare i modelli degli statunitensi.
Passiamo come al solito alle mappe meteo (forse non così d’impatto come certa grafica, ma assai più sostanziali).
Partiamo da ECMWF.

modello ECMWF

Si può notare come il modello europeo si aspetti un ingresso più franco delle masse fredde nel mediterrano rispetto ai casi sin qui realizzatisi. Ma se, per la medesima epoca, prendiamo in esame i modelli americani (GFS e FV3), beh lo sceario cambia radicalmente.

Modello GFS
Modello FV3

La colata fredda scompare nei modelli americani.
Quindi asserire che nel futuro arriverà freddo e neve su tutto il nostro paese è, al momento, una scommessa.
Si scommette che ECMWF abbia ragione e sul fatto che il forte stratwarming sia ancora silente nella sua azione.

Come al solito qui si cerca di analizzare i fatti e quindi non posso che segnalare l’incertezza.
Di certo è un modo di fare che lascia meno spazio alla trepidazione e alla fantasia, ma non ho alcuna fame di click.

Come sempre cercerò di aggiornarvi sulle future vicende e pertanto…
Stay Tuned !