Eccoci di nuovo qui per seguire le vicende dell’inverno, ma prima della meteo è doveroso un grande augurio a tutti di buon 2019 !

In queste ore sta prendendo il via un’irruzione fredda che coinvolgerà tutta Italia in termini di calo termico, ma che produrrà precipitazioni (soprattutto nevose) sulle regioni adriatiche centro-meridionali e l’appennino centrale e meridionale. S’è fatta un po’ d’enfasi su questa irruzione fredda ma, a conti fatti, al momento si tratterà di una toccata e fuga. Dalle mappe postate di seguito si evidenzia l’ansa ciclonica che coinvolgerà il centro-sud e come l’aria fredda avvolgerà la penisola. L’isoterma -8°C a 850 hPa (circa 1500 metri) abbraccerà il Centro-Sud Italia tra 48 ore.

Si può dunque parlare di ondata di gelo ? Con quella termica di – 8°C si, ma se osserviamo la mappa a 90 ore, beh si può capire che sarà già tutto finito. Quindi direi che la si può inquadrare come una breve ondata di gelo.

Per il Nord, calo termico a parte, la situazione rimarrà sostanzialmente immutata rispetto all’attuale.
Ne discende una persistenza di bel tempo con nebbie in pianura.
L’immagine che segue, scattata il 31/12 in Val di Non, è un inconfutabile segno del periodo siccitoso che imprigiona le Alpi.

Ma che si prospetta per il futuro ?
Come abbiamo ampiamente descritto negli articoli precedenti, in stratosfera la situazione del Vortice Polare è davvero tormentata (azione, lo ricordiamo, promossa dalla sola onda Aleutinica – onda 1), ma in troposfera di tutto ciò al momento non è giunto pressoché nulla.
L’MMV è fatto conclamato ma il disturbo si ferma ancora alla tropopausa (zona di transizione tra la stratosfera e la troposfera). Il perché di ciò non c’è dato di sapere.
Una causa potrebbe essere la distribuzione della struttura barica.
Se consideriamo le due mappe a 10 hPa di cui sotto, si evidenzia come ora la parte più profonda della struttura del vortice sia dislocata sul comparto asiatico. La seconda mappa a 240 ore mostra come la vorticità si trasferirà in parte sul comparto canadese. Ciò potrebbe favorire una maggiore elevazione dell’onda Atlantica (onda 2) in sede naturale e forse permettere un ingresso più franco delle correnti da Est/Nord-est sull’Italia.

A supporto di tutto ciò ci giungono in soccorso i modelli (nelle immagini che seguono FV3 e ECMWF) che, seppur a 240 ore (quindi con ancora tanta incertezza), iniziano a mostrare elementi di somiglianza nella previsione dei movimenti del Vortice Polare (in particolare per ciò che riguarda l’area polare, in cui si evidenza la genesi di un robusto anticiclone).
La situazione in divenire potrebbe essere l’apripista per una nuova fase dell’inverno, governata da più franchi rientri freddi dai quadranti settentrionali e/o orientali.

Vedremo come andrà e per questo, come sempre, stay tuned !