Ciò che state per leggere è la breve sintesi si una possibile potenziale situazione futura, difatti il focus è all’incirca l’epifania.
Scrivo ciò per sottolineare che ampi margini di incertezza rimangono sulla vicenda. Ma è bene aver presente di ciò che potrebbe accadere, poiché non ci si trovi impreparati nei confronti di una situazione che potrebbe introdurre significativi disagi. Quindi monitorare la situazione da qui in avanti è veramente importante e, nei limiti delle nostre possibilità, proveremo a farlo (quindi Stay Tuned !).

Fatta la doverosa premessa, ecco in sostanza ciò che sta accadendo e ciò che ne potrebbe derivare.
Alle quote della media Stratosfera si sta realizzando un forte riscaldamento ( stratwarming), il quale produrrà un marcato disturbo della struttura del Vortice Polare. Questo disturbo, se si trasmetterà adeguatamente ai piani inferiori della colonna atmosferica, potrebbe produrre una discesa importante di aria gelida verso le medie latitudini.

Ad oggi, per quanto si tratti di una visione di lunghissimo periodo, questo movimento del Vortice Polare è visto interessare anche l’Italia.
Le carattirstiche della massa d’aria fredda coinvolta in questa azione non vanno sottovalutate, anche perché potenzialmente introdotte da figure bariche con bassi geopotenziali.

Le due mappe che seguono mettono in luce la dinamica stratosferica odierna e prevista a 240 ore, Nella mappa a 240 ore si nota come il VP tenda addirittura allo split, ossia ad essere tagliato in due, anche se ciò non è possibile definirlo ora. Di certo si può notare l’azione antizonale che verrà innescata.

Di seguito una mappa emisferica in media troposfera, in cui si nota la spinta delle onde nel deformare la struttura del VP e la colata fredda.
Mappa, come detto, molto distante nel tempo quindi con validità tutta da verificare, ma se osservate il comparto Mediterraneeo nelle successiva mappe con focus Europa, noterete ciò che si diceva prima, ossia il gelo introdotto da una figura barica dai basi geopotenziali.

Se così fosse, l’impatto peggiore lo subirebbero le regioni adriatiche, ma anche l’area della pianura padana ne risentirebbe in modo probabilmente significativo. La combinazione neve, gelo e vento può veramente creare difficoltà.

Quindi, seppur per il momento si tratti solo di una minaccia, è bene prestare attenzione alle previsioni meteo a partire da inizio anno, per così attrezzarsi per tempo.