Come sappiamo in questi giorni splende nel cielo la cometa (di cui abbiamo parlato anche nell’articolo “La cometa di Natale“) 46P/Wirtanen e l’immagine che segue mette bene in evidenza la grande chioma. Purtroppo, per ragioni prospettiche, la coda dell’astro non è sostanzialmente visibile.


Cortesia di Vincenzo Iodice
Immagine ottenuta elaborando 12 pose da 30 secondi.
Strumento C8 HD

L’evento è suggestivo poiché, nella tradizione del Natale, la cometa rappresenta proprio la guida verso il salvatore.
Tralasciando l’aspetto più attinente alla religione (in cui si può credere o meno), ma stringendo l’attenzione sull’iconografia tipica del periodo, proviamo a raccogliere un po’ di informazioni sul compendio di casi ed eventi che hanno plasmato ciò che oggi accogliamo come naturale corollario al simbolismo religioso.

Un primo passo è senza dubbio la definizione dell’anno zero, poiché in questo nostro piccolo viaggio le date sono essenziali.
L’anno zero, non definito nella Bibbia (così come peraltro il Natale), fu stabilito dal monaco Dionigi il piccolo (vissuto a Roma nel VI secolo), sulla base di una laboriosa indagine, incrociata indispensabilmente con l’interpretazione delle sacre scritture
(dunque senza poter derivarla da altre fonti storiche), che lo portò a definire il  753° anno dalla fondazione di Roma come data di nascita di Gesù (“Anno ab incarnatione Domini nostri Jesu Christi”).
Nella nostra tradizione inoltre la cometa è legata a doppio filo col presepe.
Il presepe fu introdotto in Italia da S. Francesco attorno al 1225, il quale trasse ispirazione dalle più antiche tradizioni sacre dell’evento.
La diffusione del presepe però la si ebbe solo nel 1400.
Ed ora arriviamo alla cometa.

Una prima ipotesi fu la possibile visibilità, in quel periodo, di una cometa periodica appariscente ed in particolare
alla cometa di Halley. Tuttavia questa tesi non trova coincidenza di date con la nascita di Gesù, poiché i calcoli odierni, nonché le coincidenti evidenze storiche (sia romane che cinesi), il passaggio della cometa avvenne nell’Ottobre del 12 a.c.
Poiché l’idea di comete periodiche appariscenti non trovò fondamento, si suppose una cometa non periodica.
Tuttavia l’assenza di testimonianze storiche nell’area del Mediterraneo a tal riguardo, pesano e rendono decisamente poco consistente anche quest’ipotesi.
Keplero ipotizzò l’avvistamento di una “stella nova” (ossia una Nova o Supernova), ma nonostante non conoscesse la fisica di questi fenomeni, conosceva bene l’andamento tipico della curva di luce 
di astri simili e dunque l’impossibilità di avere picchi d’intensità luminosa sufficientemente elevata per mesi (ossia da coprire il tempo di trasferimento dei Magi dall’oriente).
Tuttavia Keplerò scoprì che intorno all’anno 7 a.c., nella costellazione dei Pesci vi fu il rarissimo fenomeno di congiunzione stretta tripla tra Giove e Saturno. La costellazione dei Pesci per gli ebrei è associata alla figura di Mosè (il liberatore) e la stella, da tempi remotissimi, è simbolo di regalità.
Dunque un simile fenomeno in quella costellazione probabilmente non passò inosservato.
La tesi della congiunzione fu ripresa negli anni ’70 dall’astronomo David Hughes, la cui ricerca, sulla base anche di documenti babilonesi inerenti l’episodio, sostanzialmente confermò la tesi originale di Keplero, mettendo in luce come questa durò da Maggio e Dicembre di quell’anno.
Pertanto, dal punto di vista astronomico, esiste l’oggettività di un avvenimento che, seppur non appariscente ai più, poté rappresentare qualcosa di importante per chi del cielo ne fece questione di vita.
Tuttavia, anche in questo caso, siamo al limite di compatibilità temporale con quanto dichiarato nei vangeli per la nascita di Gesù.
Ma allora perché nella tradizione popolare si usa la cometa ?
La ragione la si fa risalire ad una rappresentazione della natività di Giotto, dipinta nella Cappella degli Scrovegni a Padova all’inizio del 1300.
E’ dal quel periodo difatti che si diffuse l’idea della stella cometa.
Pare che Giotto rimase impressionato (questa volta si) dal passaggio anni prima della cometa di Halley e non resistette alla tentazione di riportarla nel dipinto citato (e utilizzato come icona di questo articolo).
Dunque dal dipinto al presepe la traslazione dell’astro risulta quasi naturale !

Il nostro piccolo viaggio è quindi giunto al termine.
Non mi resta che augurarvi i migliori auguri di buone feste !