Si potrebbe dire che finalmente arriverà la tanto agognata pioggia e che il clima diverrà autunnale. Il rischio però è che di pioggia ne venga davvero tanta e stavolta, a differenza dei mesi passati, il bersaglio sarà proprio il Nord  Italia.
Ma andiamo per gradi e cerchiamo innanzitutto di capire l’evoluzione della situazione.
Partiamo da un regime anticiclonico oramai in crisi sul comparto dell’Europa occidentale, ma che manterrà due importanti bastioni sia a oriente che a occidente in pieno Atlantico. Lo sprofondamento delle correnti oceaniche sul bacino del mediterraneo sarà pertanto inevitabile e, dati i due bastioni anticiclonici appena citati, la struttura depressionaria che si andrà a formare, si vedrà costretta ad eseguire una rotazione da Sud/Ovest verso Nord.
L’impianto barico ora descritto è classicodella fase  autunnale e quando si realizza porta sempre precipitazioni abbondanti e persistenti.
La combinazione di queste due ora citate caratteristiche, va da se, è la via migliore per gonfiare i fiumi. Le grandi piene del fiume Po’ nascono tutte da un siffatto schema.

Tornando al discorso dell’evoluzione meteo, le mappe seguenti mostrao ciò che abbiamo ora descritto. La manovra della depressione riuslta particolarmente ben evidente.

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In termini di cumuli precipitativi avremo due momenti topici (in un contesto comunque sempre instabile); tra il prossimo Sabato e la mattina di Domenica e tra Lunedì e Martedì. Le mappe che seguono mettono in luce il cumulo precipitativo atteso e balza immediatamente all’occhio la rilevanza dello stesso.
Come sempre accade in situazioni analoghe, la parziale ombra pluviometrica proteggerà (un po’) la pianura padana. Ma il settore Alpino, la Liguria e parte della Toscana si troveranno sopravento.
Uno dei vantagi della situazione che si sta per realizzare, sarà la discesa dello zero termico da 2500 a circa 2000 metri entro la giornata di Domenica.
Ciò significa che una parte delle precipitazioni verrà segregata sottoforma di neve.

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Attendiamo dunque gli eventi e sappiate che, se servirà, aggiorneremo questo articolo con informazioni che servano ad arricchire la comprensione degli eventi.
Pertanto, se vi va, di tanto in tanto ritornate per verificate la presenza di eventuali aggiornamenti

Come sempre… Stay Tuned !


Aggiornamento del 27/10/2018 – ore 11:26

La mappe del vento al suolo prevista per le ore centrali della giornata di Lunedì 29, mette bene in evidenza la burrasca in arrivo.

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Aggiornamento del 28/10/2018 – ore 15:30

L’immagine satellitare di poche ore fa inerente l’altezza delle nubi, mostra la depressione nata sull’Iberia ora in moto verso l’Italia.
Dalla mappa colore della quota nubi, si possono notare due fronti perturbati distinti: il primo che ci sta interessando ora e il secondo in arrivo.
Per facilitare la visibilità di quest’ultima nota, di seguito è riportata anche la mappa con un ellisse di color porpora, che racchiude l’evidenza di quanto asserito.

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Aggiornamento del 29/10/2018 ore 21:00

Le due immagini satellitari che seguono, mostrano il rapido moto (poche ore) del minimo depressionario verso Nord/Est.
Oggi pomeriggio verso le 15:00 era a Nord/Ovest della Sardegna e ora è tra la Liguria e il Piemonte.

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Aggiornamento dell’ 11 Novembre 2018

Ecco il time-laps della sequenza IR Meteosat dell’ondata di maltempo qui discussa.
Il bilancio, dopo il transito frontale, si è rivelato molto pesante.
Si è trattato di una depressione (come da attese) violenta, che ha fatto molti danni in molte regioni, ma segnatamente ha colpito il Veneto (il Bellunese in particolare) e la Liguria. In queste regioni i danni sono stati ingentissimi e anche il patrimonio boschivo del Bellunese è stato severamente colpito.
Una depressione così intensa non la si registrava da metà degli anni sessanta.

Bellunese